Il pignoramento della busta paga è un atto formale previsto dall’ordinamento italiano che rientra nel cd. PPT, pignoramento presso terzi, ossia, un procedimento esecutivo che coinvolge un terzo soggetto nel pagamento delle somme dovute dal debitore.

Il pignoramento stipendio prevede la possibilità per il creditore, di procedere al pignoramento delle somme iscritte a ruolo con due modalità e momenti diversi:

  • pignoramento stipendio notificato all’azienda datrice di lavoro e cioè prima che la retribuzione venga corrisposta al dipendente, ovvero, quando ancora la somma è depositata sul conto corrente dell’azienda datrice di lavoro;
  • pignoramento stipendio sul conto corrente del debitore, ossia dopo che la retribuzione è stata accreditata sul conto corrente del dipendente a seguito del bonifico mensile aziendale. In quest’ultima ipotesi, vi è però un limite all’importo massimo pignorabile che non è sempre uguale in quanto è strettamente correlato alla misura dell’assegno sociale previsto in un determinato anno. Tale misura, infatti, è rivalutata annualmente dall’ISTAT.
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