Informazioni commerciali da banca dati o informazioni patrimoniali investigate?

Dilemma facilmente risolvibile: sono sufficienti i dati pubblici, ufficiali e accessibili a chiunque o possono essere più utili i dati pubblici integrati da dati ufficiosi e volti ad ottenere una visione più ampia della reale affidabilità commerciale e solvibilità della persona fisica o persona giuridica di interesse?

Dipende dall’obiettivo che si vuole raggiungere. E’ infatti la finalità, lo scopo ultimo, a marcare nettamente la differenza tra le informazioni investigate e le mere informazioni commerciali.

In presenza di un legittimo e motivato interesse, avente giuridica rilevanza, nulla osta alle società di informazioni commerciali investigate in possesso di regolare licenza prefettizia (come Servizisicuri.com) ad effettuare indagini patrimoniali e a raccogliere informazioni, chiaramente nel massimo rigore dalla legge consentito.

Nel codice deontologico delle informazioni commerciali, varato in data relativamente recente, è chiaro che un’informazione commerciale prevede, nei propri contenuti, solo dati provenienti da fonti pubbliche e pertanto accessibili da chiunque, oppure ottenuti da terzi soggetti, autorizzati dalla Prefettura alla distribuzione e fornitura di informazioni commerciali investigate.

In alcune attività, come ad esempio, il recupero del credito, si ha esigenza però di ottenere più notizie, anche se ufficiose, pertanto di ottenere dati non ricavati da pubblici registri. Occorre quindi richiedere non solo informazioni commerciali, ma vere e proprie indagini patrimoniali, frutto di mirate investigazioni private.

Solo le agenzie investigative, in possesso di regolare licenza prefettizia rilasciata a sensi dell’art. 134 del TU.L.P.S. e seguenti, possono erogare informazioni investigate.

Pertanto, ogni report che richiede attività investigativa, come ad esempio il rintraccio dei beni utilmente aggredibili intestati ad un debitore, o il rintraccio del posto di lavoro di un debitore, il rintraccio del domicilio (se diverso dalla residenza anagrafica), sino al rintraccio dei conti correnti… è erogabile unicamente da parte di agenzie investigative autorizzate.

Le “informazioni commerciali” (non investigate) sono richiedibili da parte di privati cittadini, liberi professionisti e/o imprenditori, e consistono nella raccolta, analisi, elaborazione, valutazione e stima di dati economici, dati finanziari, dati creditizi, dati patrimoniali, dati industriali, dati produttivi, dati imprenditoriali e dati professionali di imprese e società, di soci e di esponenti, provenienti comunque da fonti pubbliche.

Coloro che sono autorizzati a svolgere l’attività di raccolta ed elaborazione di informazioni commerciali, non investigate, possono raccogliere, anche con l’ausilio di propri collaboratori, informazioni provenienti sia da pubblici registri, elenchi, atti o documenti accessibili a chiunque (come ad esempio visure camerali, visure ipocatastali, bilanci, protesti, atti pregiudizievoli di conservatoria, fallimenti, procedure concorsuali, certificati anagrafici… ma anche notizie desunte da internet, articoli di cronaca, stampa locale e stampa nazionale etc…) sia provenienti da fonti private, acquisite e trattate per finalità di natura economica o commerciale, ovvero di valutazione sulla solvibilità, affidabilità commerciale o capacità economica del nominativo in esame e di relativa valutazione, in forma anche di indicatori sintetici e grafici, elaborati mediante l’opera intellettuale e professionale di funzionari addetti o anche attraverso procedure automatizzate ed informatiche.

Circa la differenza tra informazioni da banche dati ed informazioni patrimoniali investigate, si è espresso inequivocabilmente anche il Ministero dell’Interno nel Vademecum Operativo del 2011:

Il servizio di informazione economica alle imprese comporta la circolazione di dati e notizie sul sistema economico (“raccolti […] nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale…” e detenuti in base “…ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria” e “…provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque.” art. 24 lett. d) d.lgs 196/03) e soddisfa le finalità di pubblico interesse correlate allo sviluppo del sistema imprenditoriale ed alla trasparenza del mercato: si tratta, in definitiva, di un servizio volto a ridimensionare quanto più possibile la sfera del rischio correlata al credito, in ogni suo aspetto, a cui è estranea un’attività di tipo propriamente investigativo. Appare evidente, pertanto, che informazione economica ed attività investigativa, pur indirizzandosi entrambe alla salvaguardia della sicurezza, concernono sfere differenti, come differenti risultano tanto l’organizzazione interna, quanto il ‘prodotto’ offerto dalle imprese di investigazione e da quelle di informazione economica.

Per maggiori informazioni in merito alla differenza tra informazioni commerciali da banche dati e indagini patrimoniali o per preventivi personalizzati, chiama il 3391465912 oppure compila il modulo che trovi cliccando qui